Libera scelta

Parable-of-Free-Will-3

 

Ho spento le luci della stanza

abbassato le imposte

acceso candele

incenso

l’immagine della devozione

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Campane annunciavano

i ragazzi disturbati

dovevano riposare

riprendersi

dalla notte alcolica

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Spegnevano le onde

i lumini per Maria

 

Worth it - Camogli, Liguria, Italy

La sagra dell’acciuga

il buon vino fresco e leggero

salavamo le lacrime

con acqua di mare

vomitavamo lische

verità nostrane

risalivamo in macchina

pieni di noi stessi

hashish e buon nostralino

fresco

leggero come una beffa

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Recitavamo gli intellettuali

ematomi prescritti

il rituale di natura morta

la nostra incomprensibile

inviolabile allegria per la vita

al soffio lunare

il sorriso della bianca musa

trastullava

ideali e genitali

2018-comp

Navigavano le streghe

sul mar rosso

volavano le sirene

sulla via di damasco

suonavano il sonaglio

le sciamane dell’isola

fumavamo con loro

curcuma

mirra

oro fuso e

radici di banano

spirali d’incenso nella grotta

e la musica d’oriente

streghe02

Balene senza pietà

ingoiavano

la nostra barca

ci si trovava bene

con Geppetto e Pinocchio

Biancaneve e i sette nani

ci ponevano sul capo

gli allori dei poeti maledetti

alghe e polpi siciliani

La notte di luna oscura

evasero

le nostre membra evanescenti

 

Eleonora-Busi-Pinocchio-e-la-balena

 

L’onda anomala

gentilmente

ci pose sulla spiaggia

la notte del nostro incidente

mortale

nessun dolore

nessuna pietà

ma

nessun senso di colpa

qualche risata pre-post operatoria

il gusto eterno

del proprio sangue

ingoiato

se vuoi sapere i particolari

ascolta trash metal

ma

l’infermiera

non mi diede alcun painkiller

al mio fegato

disse

già troppo spappolato

troppe parole imparate

dal lessico comunale

 

Amici e parenti

al capezzale

e c’era

chi stava peggio

la vita e’ più forte della morte

e siamo usciti anche da

quel paradiso-inferno

entrati

nel seguente girone

 

Narcisistica tortura

culturale-creativa

autocrocifissione

suicidio-omicidio

terapeutica ideologia

somministrata

ogni putrido cibo eclettico

trangugiavo

poetiche minestre di follia

selezionavo

e…

 

Lunghe camminate

lungomare invernale

città molto piovose

taverne con fioca

luce

porti di mare

dove

ovviamente

nessuno ti chiede

chi sei

cosa fai

quanto bevi

il perchè e’ chiaro

 

Si spensero le luci e il sole

la luna e il mare

crebbero a dismisura

la mia grotta sul mare

lentamente

s’inondo

senza paura o risata

restai

solo

a guardare

l’acqua a salire

tutta la mia conoscenza

lirica

le relazioni interstellari

le lotte di classe

appetibili comiche irrazionali

non potevano aiutarmi

 

L’acqua saliva

la certezze svanivano

l’ego

buono e cattivo

s’immergeva nella scura acqua…

 

Ho spento la candela

alla finestra

creava strane immagini

tra il nostro fiato

e il freddo fuori

la paura dentro

L’alba svani

spettri e

sogni ricorrenti

lo sciame

di insetti fastidiosi

ma mielosi

 

Il vento del primo mattino

sul profondo blu oltremare

appena increspato

tramontana e

l’oro glorioso del sole

l’agitarsi quieto della palme

lo stomaco vuoto

il cuore rassicurato…

erano solo incubi

illusioni d’immagini

riflesse

giochi di

luce ombra

 

Se la mia giornata

finisce nel blu

ho diritto a guardare

la notte

senza paura”

 

Profondità marine

da visitare

testarda e tagliente

crosta vulcanica

cosparsa di velenosi fiori e

cactus medicinali

serpenti e frecce

sibilavano

sull’autostrada del tramonto

amici e amanti perduti

hanno ragioni

prive di misericordia

 

Il Canto era del Beato

sul mare calmo

l’invito a passeggiare

nel fresco sole

avvolgente

divergente

il nostro pregare

esseri violabili

ma toccabili

mangiabili

l’ombra sotto i piedi

i doni sulla riva

le muse sorridenti ma

distanti

puoi cogliere liberamente

i semi portati dalla marea

senza sforzo

 

L’Amore non ha motivo

che se stesso

la paura d’Amare

ha trasformato

gelsomini

sorrisi delle muse

in feroci venefiche lame

stridenti sirene cangianti

 

L’Amore non ha ragioni

da difendere

da capire

la libera scelta

le ha…

La luce del sole illuminava la cucina

 
vecchia darsena
E’ solo  grande albero radicato alla costa,
un’immensa distesa d’acqua salata,
la speranza d’un belvedere,
il paradiso perduto.
Non sono le rive del mio mare,
ma mi riportano a Te,
all’abbraccio d’una madre disperata,
tra i mediterranei flutti e miracolati monti.
Il pianto dorato,
il sangue versato,
le costanti preghiere
per un figlio menomato.
Un sorso di te’,
se preferisci un caffe’…
alla visione del nostro favorito film,
nel poco tempo a noi rimasto
da vivere insieme;
io e te,
madre del piccolo antico mondo svanito.
Questa e’ solo religiosa emozione,
scivola tra le superficiali pieghe dell’onde,
descrive appena le evanescenti immagini
che s’aprono
sugli spruzzi di mare ,
le tempeste di pensiero:
c’e’ molto di piu’ da vedere ,
oltre questa spuma bianca
che rinfresca la nostra sete
di brevi suggestivi ricordi.
Perdona se esito ad andare piu’ a fondo in quest’onda,
sara’ il poco tempo, la pigrizia,
o il timore di vedere cio’ che e’.
La nostra storia…
srotolata sulla cresta dell’Onda crescente:
venti contrastanti,
encicliche papali,
riforme elettorali,
Preghiere come bestemmie,
bestemmie come preghiere,
i nostri magici Natali,
il fuoco della passione,
il gelo dopo l’euforia…
ritorni di fiamma…
Le salse i condimenti e
i ragu’ nostrani,
scherzi da prete,
divine commedie…
Le immagini documentano,
la memoria trema e freme,
incalza nei sogni,
si sovrappone all’intenso blu…
questo incredibilmente grande Oceano,
troppo per comprendere
il mio intimo ricordo:
“ La luce del sole che illuminava la cucina…
nell’aroma della focaccia appena sfornata…
Le tiepide mani sue,
unte di olio d’oliva e latte,
la freschezza aromatica del giardino ligure…”
Ricordi cristallizzati,
immagini capovolte,
nel caldo intenso arancio dorato,
tra poco saremo di nuovo benedetti
dal tramonto sub-tropicale…
Questo paradiso perduto,
ritrovato,
riperduto nella fuga incessante da cio’ che e’…
dopotutto,
non e’ il paradiso di per se’ che ci rende migliori
“ Lo vogliamo o non lo vogliamo , tutti soffriamo.
Imitiamo nostra Madre nella virtu’ del soffrire…
nella certezza L’Amore si conosce nel dolore. “ 
Potrei cercare di migliorare
il profilo della mia vita che
sfuma tra i caldi colori materni di
questo tramonto…
Pretendere di esser piu’ di cio’ che vedo ora,
nell’occhio del ciclone tropicale,
ora che siedo sopra il ribollente smuoversi
del magma originale,
per naturale esuberanza fuoriuscito,
seccato dall’impetuoso immane Vento Oceanico.
Dopotutto e’ solo questione di punti di vista…
mentre la Verita’ e cio’ che resta,
dopo tutto il balenante arcobaleno di opinioni,
giudizi e pre-giudizi su cio che e’.
Sono seduto sul mare
su questa sedia di plastica,
svuotando la
memoria storica,
senza giudizi,applausi o condanne,
certamente non ho mai sacrificato nulla per nessuno,
ne’ attentamente ascoltato la voce
di quel dolore sordo che ,
come serpente ondeggiante
si risvegliava risalendo la spina dorsale,
in quei rari momenti di vero silenzio interiore.
Ho sempre fuggito l’ombra che la sua danza
proiettava
sullo specchio della mia vuota esistenza,
alzando il volume della TV.
a coprire il suo canto impertinente,
con inutili chiacchere filosofiche,
critiche sociali,
elogi alle mie controfigure bestiali.
Il formidabile sforzo di amare
cio’ che inevitabilmente decade…
scompare…
la dimora dei miei sogni dorati,
lo spazio vuoto che resta…
e’ ora in vendita.
L’eco dei sentimenti li vissuti
nel coro del tempo passato,
impregnano le sue mura scolorite.
Le voci ridenti,
i pianti struggenti,
le festose musiche,
desolanti blues,
la speranza,
la solitudine,
la paura,
il sonno simile alla morte…
La rinascita nella preghiera…
Tutte queste note fluttuano
nelle stanze dalle innumerevoli
ingannevoli porte d’avorio,
Immersa nel verd’azzurro profumo
del Giardino Mediterraneo,
la nostra vita,
voluta da noi
cosi…
Offerta alla luce rosso-dorata del Sole,
penetrava nella stanza
portata dall’amichevole
vento bianco del primo mattino.
Il blu oltremare rinfrescava
la paura della notte passata,
nella promessa,
rinnovata speranza
un giorno nuovo da passare,
nella gia’ dolorosa certezza,
sara’ poi come ieri…
Vissuto nel drammaticamente comico tentativo di
far tacere quel richiamo,
sordo dolore,
l’ondeggiante serpente del ricordo…
Ci saranno artistiche miracolanti liriche,
sentimentale poetica,
che potranno ridar luce eterna
a quel piccolo antico mondo in bianco e nero svanito ?
E’ questo un mero prosaico tentativo
di ricostruirne l’Amore ?
Una preghiera a colei che :
“ Gli occhi Suoi lagrimando volse…
Al Signore,
nell’incondizionata compassione a
dar Luce a colui che,
nel tentativo di amare,
al medio della sua vita ,
si perse per una selva oscura
savona-spiagge