L’oggetto del nostro amore

165189_182583155100733_1654320_n

L’oggetto dei nostri desideri

il piccolo bimbo che

cresce

le nostre mani piangenti

al volto che muta

le mura domestiche

che vanno svuotandosi

la foto d’attimi trascorsi

le mani imploranti

al tempo che scorre

Non prendetemi troppo sul serio

cammino sulla lama

le stringenti leggi della vita

Scrivo per necessita’

per paura non aver nulla da dire

riempire il foglio

se non il vuoto che ho dentro

Non so’ cos’e’ dare

senza ricevere

amare per amar

e parole nate

tra una preghiera e l’altra

vogliono scendere sul foglio

nella speranza

prima o poi

siano quelle abbastanza umili

 abbastanza arroganti

da smuover…

Poco tempo

per trame complesse

mondi paralleli e

intrecci trasversali

di antichi e nuovi dei

“Vera eloquenza e’

dire la Verita’ essenziale

in parole sintetiche “

Bere l’Acqua di Vita

dalla fonte

solo i Santi Poeti

possono farcela bere e

 tutti siamo chiamati ad esserlo

Per ora

raccolgo

il nettare di rugiada

del primo mattino

gioielli che

mutano colore

al tocco

del nostro volere e sentire

le note

tinte nell’essenza

del Colore dell’Amore

balsamo

per le nostre mani addolorate

Nessuna qualifica

buon karma

a poterle raccogliere

traumatiche ragioni importanti

compiti da svolgere

attese in sale

d’ammiccanti ospedali

per non collettarle

Lauree ad onorem

da mostrare al mercato delle pulci

raccomandazioni su cui sperare

possiamo solo mutare

il nostro distratto

disturbato appetito

desiderare oltre questo mare

oltre ogni misura oltretutto

Non sono un mercante

un guerriero

un’operaio o un sacerdote

se non un servitore

del servitore del servitore

di quei Santi Poeti

che sanno distillare

quelle rare goccie di nettare e

posarle sui teneri petali

di semplici fiori di prato

al primo mattino

Prego solo di potermi svegliare

prima che il sole

la bruciante passione

li faccia evaporare….

Narcisi Gialli

http://data.abuledu.org/URI/546a4950

Ed essi erano lì, i gialli narcisi selvatici, e nessuno sembrava curarsi di loro. Erano lì per scopi decorativi che non avevano alcun senso; e, quando li osservavi, il loro giallo brillante riempiva la sala rumorosa. Il colore ha questo strano effetto sull’occhio. Non avveniva tanto che l’occhio assorbisse il colore, quanto che il colore sembrasse riempire il tuo essere.

Tu eri quel colore; tu non diventavi quel colore, tu lo eri, senza identificazione o nome: l’anonimità che è innocenza.

 

Dove non c’è anonimità c’è la violenza, in tutte le sue forme.

J.Krishnamurti

L’energia suprema

S-6103low

L’idea che ci facciamo dell’energia e del tutto diversa da quel fatto che è l’energia. Usando concetti e formule, vorremmo far affiorare un’energia della più alta qualità. Ma nessuna formula potrà mai trasmettere quella qualità dell’energia che è costante rigenerazione e rinnovamento.

…La forma suprema di questa energia, il suo culmine, e quello stato della mente nel quale non affiora alcuna idea, alcun pensiero, alcuna scelta, alcun motivo. Quello stato e pura energia. Non ci si può mettere a cercare quest’energia. Non potete chiedere: “Dimmi che cosa devo fare per averla, qual e il modus operandi”. Non c’eun modo per ottenerla. Se vogliamo scoprire per conto nostro la natura di quest’energia, dobbiamo cominciare a capire come consumiamo la nostra energia quotidiana, quando parliamo, quando ascoltiamo cantare un uccello o una persona, quando guardiamo un fiume, l’immensità del cielo e gli abitanti di un villaggio, sporchi, affamati, malati; o quando guardiamo un albero che diventa sempre più scuro nella penombra della sera. L’osservazione di qualsiasi cosa è in se stessa energia. Quest’energia la traiamo dal cibo, dai raggi del sole. L’energia fisica di cui disponiamo quotidianamente può ovviamente essere aumentata, migliorata, mangiando cibi di qualità e così via. È necessario preoccuparsi di questo. Ma quando quella stessa energia diventa energia psichica, cioè energia che alimenta il pensiero, e accoglie in sé delle contraddizioni, va completamente sprecata.

7.

 

J Krishnamurti

Silenzio e parole

Madonna del silenzio

Considerato credo sia vero; uno stupido non rivela se stesso fino che non parla, mi chiedo : perche’ dovrei cosi espormi?

E’ pur vero che: uno stupido, non e’ consapevole di esserlo…e parla!

Io mi sono almeno riproposto di farlo solo se interrogato; cosi non e’ per umilta’ ne’ per arroganza, ma per naturale piacere di risonanza ad un’amichevole richiesta: trovarsi ancora…” on the seashore of creative waves; merge into the everlasting color of r-evolution. Se ora potessimo trovarci insieme, a reale contatto con gli elementi, come mai visti prima: “Il bisogno di nominarli, aiuterebbe a condividere meglio il nostro naturale immergerci nell’onda nascente? “

Dal momento che siamo, per qualche ragione, divisi interiormente, dalla Natura e ovviamente fra di noi, siamo costretti a coprire questa distanza con l’uso di parole:  “  Non sono loro che ci hanno cresciuto, sostenuto e navigato fino alle nostre attuali isole ? “

Ora potremmo iniziare; sparando fuori, al meglio o al peggio, le attrezzate, miracolose, vocalizzazioni, imparate a forzata disciplina.

Nel mirabile sfolgorio di preziosi vocaboli, sposiamo ad arte-parte, le sacre sillabe annusate nei “nostri” dei-dizionari; dimenticando il conseguente dolore della disillusione: come puo’ una convenzione verbale, per quanto sublime, descrivere la verita’ ?

Quante possibilita’ di comprenderci, se esistono individuali significati ad una stessa parola,fuori del dizionario?

Trascineremo volentieri, cuori e menti, in tempeste di pensiero, seguendo suadenti vocabolari miraggi, intraducibili liriche; sabbia tagliente in oscene bocche parlanti.

Dolci datteri gustati nelle nostre oasi cult-organiche.

Polposi vocaboli al  soffocante caldo del deserto egoico;

Fermentati in cuore-corpo-mente, generando inebrianti, pornografiche danze dialettali.

Brutali aggressioni culturali: tutto l’arcobaleno della “logica” intellettuale, pur di evitare la condivisione del momento allo stesso livello !

Esser rimasti sulla riva, nella totale attenzione priva di idea-parola, accettando il profumo dell’onda nascente: avrebbe portato alla medesima , a volte incolmabile, incomprensione?

Eviterei inutile spargimento di logorroico sangue verbale. Veder se possibile partecipare al naturale movimento creativo… La “silente” onda muove nel presente,  eterno divenire:

“ Questo momento che,

Desideriamo contemplare

Dall’intimo vocabolario

Del nostro Amore.

The pride of

Knowledge

But…

Il profumo della Verita’,

Dal cuore delle parole:

Il ‘silenzio’ .

Sapremo condividerlo, con occhi, cuori, menti, sincronici ed equanimi ?

Incatenati con oppiacei ceppi, all’altare memoriale; ripetitive, decadenti convenzioni, dannazioni culturali, saturano ogni ricettivo canale. Dove la necessaria liberta’, spazio interiore, a lasciar entrare quel movimento senza causa?

Se per queste o altre ragioni, non sara’ possibile, passeggiare ora, insieme sulle rive del nostro mare; in totale liberta’, fisica e psicologica, non dovremmo chiederci perche’ ? Forse allora aiuterebbe fare un breve ed intenso viaggio, investigando insieme il significato di :  “ Silenzio e Parole.”

Sarebbe troppo chiedere di entrare nel processo investigativo, privi di tutte le teorie ascoltate e memorizzate con cura?  Cosi per dare un po’ di cibo alla mente sociale e rassicurare la classe pensante, invece di scorrazzare liberi uniti nel gioco creativo, spargeremo un po’ di citazioni  e teorie sull’argomento che altri grandi menti hanno generato prima di noi…ci piace tanto citare e masticare vero?

Ottusamente assuefatti, persi nei supermarket  “socio-culturali”, andiamo alla ricerca della nostra dose di pappa-orale, sostenendo fino alla morte, come parte di noi, il prodotto che qualcun’altro a posto con sapienza sugli scaffali.

I santi padri protettori della conoscenza hanno fatto un bel lavoro: il sacro terrore iniettatoci nel sangue ancor nel grembo materno, ha creato la loro autorita’. Ci hanno ben convinto di non esser in grado di ricevere da soli, la conoscenza dalla sorgente dell’energia vitale che sostiene e ispira ogni essere, senza causa.

Resi deboli e insicuri, nel corpo, nella mente, insultato il nostro cuore, ci hanno allevati a credere d’aver bisogno d’un tramite, fra noi e la Vita: “ Di ‘nostra volonta’ abbiamo firmato loro la delega alla conoscenza; a vivere una vita di seconda mano.”

Sarebbe paradossalmente comico, non fosse che le conseguenze sono mortalmente drammatiche !

Fiumi di sangue son scorsi e scorrono nel tentativo,  di proteggere quello che ognuno crede la sua  propria idea; ma di questo ne parleremo a fondo piu’ avanti. Per ora rilassiamoci, prima del vero lavoro individuale che, prima o poi dovremmo pur fare, e intratteniamoci; assorbendo, come siamo abituati, le autorevoli citazioni dallo storico repertorio, rassicurando cosi anche la classe “pensante” che qua’ c’e’ cibo per tutti !

So…:

“ What is silence? From Where words come from? Why we use and  need them so much? Humans always use them? Esistono altri modi di comunicare? “

Le parole sono il metodo piu’ efficiente?

Dunque, cominciando dall’inizio sappiamo tutti che:” Al principio era il Verbo.”  Di questo dobbiamo dare atto alle Scritture, sia occidentali che orientali: e’ un fatto che nel Cosmo non c’e’ pace!

I Veda ci mostrano in modo assai piu’ dettagliato e scientifico di altri libri sacri, come dalla vibrazione, poi graficamente rappresentata dalla sillaba“OM”; tutto l’apparato Cosmico, si sia sviluppato  nelle forme a noi conosciute e non.  Gli scienziati in ritardo di seimila anni, possono farci ascoltare il suono del Cosmo, ogni pianeta col suo ect…Mostrarci come, ad esempio, le molecole d’acqua cambino struttura a seconda della vibrazione sonora alla quale sono sottoposte; di conseguenza influenzando in modo piu’ o meno salutare chi la assume. Questo naturalmente vale per tutta la materia. Sarebbe interessante vedere che tipo di figure vengono a formarsi sulla stimolazione di sonorita’ diverse. Incomincieremo allora ad osservare come il nostro essere possa venire modificato nella struttura molecolare stessa e influenzato nel comportamento in modi piu’ o meno divertenti; ma potremmo farlo in seguito. Per ora ci basti sapere che il suono crea la materia, e se questo non possiamo testimoniarlo con occhi e strumenti, di fatto possiamo osservare le modificazioni che genera sulla materia, come la muova e organizzi.

Alcune possibili conseguenti domande potrebbero essere: “Esiste un elemento ancor piu’ sottile che sostiene questo Suono?  Da dove ha origine tale vibrazione?

E’  Sua la responsabilita’ del nostro vociare, o basterebbe ascoltarlo risuonare in esso?

Continuando la sequela delle citazioni, a me verrebbe da dire:

“ La Verita’, non e’ forse quel movimento creativo dove il ‘Silenzio’ e’ l’assenza di tutte le nostre orazioni-opinioni su di esso: restando cio’ che e’ ?

 

“ L’essenza delle parole

Risiede nel silenzio fiorente. “

( Kesava )

 

Forse da questa base sara’ possibile:

“  Costruire una nuova cultura, rapida ed estetica : il pensiero sara’ un colore, il colore un suono, il nostro suono un battito…)

( Ivano Fossati)

 

Perche’ potrebbe essere che:

“ Ascoltate il linguaggio del futuro: la parola scomparira’, ed e’ cosi che gli uomini si parleranno.”

( Anais Nin )

 

Non e’ forse vero che:

“ E’ impossibile alla parola ridire quello che il cuore puo’ appena intuire.” (S. Teresa di Lisieux)

 

“Forse solo il silenzio esiste davvero.”

(José Saramago)

 

“ La parola e’ l’ala del silenzio.”

( P. Neruda)

Per questo:

“ Coloro che amano dovrebbero stare spesso silenziosi.”

(Charles Morgan)

 

Ma e’ un fatto che :

“ La parola e potere, usata per persuadere, convertire, costringere…”

( Ralph W. )

 

Infatti qualcuno pensa che:

“ Il silenzio è il vero crimine contro l’umanita’.

(Nadzhda Mandelstam)

 

E ancora:

“ Un assoluto silenzio conduce alla tristezza. Egli offre una immagine della morte.

(Domenico Cirillo)

 

Ma naturalmente altri, come Freud osservano che :

 

“  Il pensiero telepatico, sia stato il mezzo arcaico di comunicazione tra gli individui, e la parola quello più recente.

Della parola si può avvalere solo il senso dell’udito, mentre della comunicazione psichica diretta si possono valere istanze psico-biologiche molto più sensibili e ricettive,

Il versetto biblico di Sofonia ci dice in maniera esplicita: prima il silenzio e dopo il banchetto del pasto totemico. Quindi, possiamo inferire che nell’evento preistorico originale, ripetuto per migliaia di anni, prima vi sia stata la comunicazione telepatica, il mezzo più efficiente di tutti, per mezzo del quale si riuscì a sopraffare il padre, poi

il grande silenzio, e poi l’esplosione orgiastica di gioia in cui il Padre  ( l’animale sacrificato ) fu divorato.

Reik in “Lo Shofar” 5 ci spiega come la musica sia nata dall’imitazione della voce del Padre ucciso. Imitando la voce del Padre ucciso e identificandosi con lui, si lenisce il suo dolore, in quanto lo si assume, e nella stessa condensazione viene mitigato anche il senso di colpa.

…belle parole equivalgono a musica, e per avere lo stesso effetto leniente devono essere autentiche, non mediate da sovrapposizioni, ovvero devono inconsciamente richiamare alla mente le emozioni originali.

Mentre la telepatia è uno strumento di comunicazione diretto e non contaminato dalle

sovrapposizioni dell’Io, la parola si presta a diventare il servitore delle resistenze

 

L’evoluzione era stata dunque la seguente: telepatia – silenzio – musica orgiastica e di lutto – canto – poesia – parole.

Ed ecco come da un pensiero (Es) – telepatia – azione si sia passati gradualmente a un pensiero (Io) – parole – strumento di rimozione.

L’essere umano è l’unico tra gli animali che conosca l’uso della parola…

nel bisogno di rimuovere un contenuto che non vogliamo lasciar emergere alla coscienza. “

Avra’ allora ragione Il vecchio Nietzsche dicendo:

 

“ Le parole ci impediscono il cammino. Ovunque i primitivi stabilivano una parola, credevano di avere fatto una scoperta. Ma come diversamente stavano le cose in verità! Essi avevano toccato un problema e, illudendosi di averlo risolto, avevano creato un ostacolo alla risoluzione ! “

 

Forse alla fine avra’ piu senso:

 

“Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.”

(Dante Alighieri)

 

Spero che gli affamati di gloria letterale siano stati saziati, i curiosi incuriositi, e i poveri ingnoranti annebbiati del tutto: ora forse potremmo avvicinarci alla sfida investigativa, usando le sole nostre capacita’ ?

Sara’ un compito penoso e immagino indesiderato, come per guarire da qualsiasi assuefazione, un po’ di dolore e’ necessario: “ Non c’e’ rivoluzione senza…”

In ogni caso, lo sforzo della comparazione intellettuale, il disgustoso conflitto di casta religiosa, porta fatica e sangue da versare.

Forse sgocciolarne un pochino per la nostra vera  e unica visione interiore, salassera’ quel plasma d’altrui vene.

Che dire…voi fate le vostre indagini personali, sarete in grado di liberarvi dalle opinioni educatevi fino dentro alle ossa? Che posso dirvi io in aiuto, sempre che vi interessi purgare l’affollato povero cervello di parole e idee che, davvero vi appartengono?

Non resta che prendersi quell’impegno, l’idipendente risolutezza ad ascoltarsi, avere una totale rivoluzione in se’: ma chi la vuole? Meno faticoso fare domande e aspettarsi risposte e seguire l’inventata autorita’ per paura e pena di scoprire cosa sentiamo noi veramente ?

Ora…dopo tutto il circo culturale brevemente esposto, io lascio da parte con cura e dovuto rispetto tutte le proposte e acetto  quello che sono: “Un’uomo che vuole essere assolutamente, incondizionatamente libero, fuori e soprattutto dentro di se’.“ Il  lavoro sara’ dunque, non dire cosa e’ la Verita’, se e’ meglio parlare o stare zitti ma; togliere il superfluo  imposto, vedere il falso come falso, allora forse la Verita’ sara’ libera di fiorire per quello che e’ al di la’ di tutto il detto e non…

 

Non dovete essere d’accordo con me o in disaccordo, come non lo saro’ io con voi, se potessimo avvicinarci allo stesso livello: Semplicemente

ascoltare quello che sentiamo, senza pregiudizi, o indulgere nell’ovvia stupidita’.  Insieme guardare cio’ che e’ da vicino senza fughe.

Lascieremo che l’osservato si riveli a noi nella sua originalita’, non bloccato dalle nostre teorie preconcette su di esso…

Ad esempio questo e’ cio’ che sento io riguardo:

“  Silenzio e parole.”

Cosa mi spinge a rilasciare “aria” dallo stomaco, su’ dai polmoni e fuori dalla bocca assetata, manifestando quei segni convenzionali, chiamati parole?

Un pensiero che tocca il cuore, l’istintiva sincerita’ emotiva?

Lussuria repressa, ignoranza beata?

La paura il silenzio inghiotta la mia ragione?

Sospetto non ci sia molto da dire, piu’ che ascoltare, scorrere…

Sara’ lo stomaco vuoto volere dar forma a un’idea; qualcosa da masticare, a riempire quel fastidioso vuoto.

Non conosco il significato delle parole che uso; vocaboli presi in prestito, come vestiti e idee…Ripeto quello che ho sentito: L’armatura grafica protegge il mio prezioso “io” sociale. Le parole, sono cio’ che sento?

Strani logori oggetti trovati sulla riva di questo mare stagnante: La cultura dominante !

Come userei questa energia interiore che smuove sangue e muscoli e strazia lo stomaco nell’ineluttabile necessita di comunicare, se non conoscessi l’uso delle parole ?

Salgo alla cima; il mio luogo Sacro. L’isola che vivo e’ cosi alta, che da qui vedo il tondo del pianeta. Un mare di nubi a volte mi separa dal mondo di sotto. Spesso le nebbie sul mare svaniscono le altre isole: sara’ l’incontro etereo…il calore dei nostri cuori, il freddo delle nostre menti, a generare questi vapori?

Volevo vedere se per gioco caotico o altri casi naturali, il mare avesse avvicinato le isole.

Vedo la distanza le rende sempre piu’ irreali; forse sono solo e mi chiedo se  non le avessi inventate io per spirito di riproduzione, biologico bisogno di non sentirmi solo, spirituale desiderio di creare.

Camminando trovo sulla sulla riva oggetti vari: Una volta chiesi ad una conchiglia:  “ da dove  viene il tuo prezioso contenuto?

Dal silenzio: Per anni ed anni le mie labbra sono rimaste chiuse…“  ( W. M)

Questa mattina un antico orologio, cosi arcaico che avrei detto primordiale!

Mi e’ giunto come fosse l’idea del tempo: “Un fermo orologio consunto dall’onda.” L’orologio… un’altra convenzione degli abtanti delle isole:

“ Stesse parole.

Stesso calcolatore temporale.

Stesso mare.

Stessa penosa incomprensione…

Dolorosi conflitti ! “

Le universalmente accettate lettere, gettate sul mare fra le isole: incerti ponti, evanescenti come le nebbie saline che avvolgono le terre isolate.

Spesso ci si perde nel tentativo di  camminarci sopra, gallegianti pietre mosse dalle costanti caotiche correnti: “ Onde mentali che ci portano dove non era intenzione arrivare.”

 

“ Il  ‘ silenzio’ delle parole:

Dal respiro blues.”

 

Si ma…: “ Da dove nascono queste improvvise incontrollate pietre galleggianti ? “

La paura del vuoto…il respiro primitivo…battito del sangue, materia mentale in trasformazione…..cibo mal digerito !?!?!

 

Adesso lasciamo che la mente si calmi, senza sforzo le onde egoiche si plachino, idee e pregiudizi ascoltati svaniscano, in totale liberta’ potremmo sentire il profumo dell’onda nascente: la Verita’ fiorire.

 

Break the window of

Your desire;

Merge into the everlasting

Colour of

R-evolution! “

The song of prejudice

the_inferno_canto_13_lines_11-_here_the_brute_harpies_make_their_nest-huge1

Watching  from inside

my precious cristal ball,

 over the white sea of clouds.

The moon is red,

down the ocean,

 dense dark

reflex of blue.

I’m  untachable

by insect, bacteria,

negative energy and

human kiss.

I feel my hearth beating…

I don’t know where  it is,

Suffocated by the chemictrail

of ego.

I touch the screen

of my imaginary

virtual communication.

I can see amaizing things ,

inside all the techno-facilities

to keep distance between humans.

This is not a cynic poetry…

Is not a love song:

It’s a far cry from the world we thought

we can share it.

We have symbols and ideals,

mind and stomach,

how they relate?

We wear black, red…

White skin…

We  tolerate what is supposed to be,

according to the flag we stick on….

The color of our mind,

the filter of our visions,

the roots of our need,

the ghetto of our ego.

Tolerance is

The measure of our desire.

Our opinions create and opposite,

we hate it as an enemy,

but kiss their cherry lips,

if we feel the urge!

Sometimes we wear red T-shirt

sometimes pink one…                                                 

sometime  we are smart…

sometimes not.

Just because you are black,

It doesn’t make it alright,

Just because you are white,

It doesn’t make it alright …

Does  compassion have a specific color?

Is the color of our desire and prejudice?

Is tolerance compassion?

Can  the color of Love change

According to our programmed needs?

What is the color of Love?

Is the color of our conditioned mind?

Is the color of our eyes?

Is the color of our blood?

Is the color of the forest?

Is the color of milk?

Is the color of our skin?

Is the color of the breathe?

Can the color of Love disappear

after  the satisfaction of our

basic impulse?

Is the color of Love what left

after all our description about it?

The moon is still present,

now bright full white.

The sun rise

in the cristal blue,

bring  the white wind…

The friendly  Sameera,

blow cooling and cleaning,

on the gentle mares .

I stand on this space,

in the appearance of the new day,

the secret waving

between moon and sun,

the vast ocean of our creativity…

counting the waves,

the  breathe,

like  a prayer.

There is no authority

but yourself…

but:

who you are?

Un’altra tazza di te’

img01

E’ un riflesso di luce

tremula

la bollente superficie

di un’altra tazza di te’

l’oro del mattino

scioglie in bocca

non posso trascrivere

la Verita’

la sua sfuggente bellezza

la sostanza

che genera

al cuoreche l’Ama

il Suo Nome

potrei darlo a chi…

posso si scriver

cio’ che non e’

dipingere quello che

questa realta’ non lascia

trasparire agli occhi dell’artista

che santo o mago

non e’

non sa cosa non vede

cosa sente scorrere

nelle vene

nel Respiro

goccie di memorie

cadono nel nostro mare

cavalchiamo le Onde

il vellutato rosso

il vasto spazio

del cuore umano

riposiamo all’ombra

dei nostri peccati

generose imperfezioni

 fermentiamo nel crogiolo

della coscienza

nell’acqua della preghiera

sintetizziamo medicine

dagli scarti del nostro

amore-odio

risorgiamo dalle nostre ceneri

ma non siamo capaci di accettarci

per quello che siamo

plagiamo frasi celebri

rubiamo l’amore

a chi lo ha

copriamo l’odore acre

deinostri piedi

radici morte

esperienze viste e

ripetute

soluzioni tradotte male

tutto il possibile circo

di emozioni reazioni

sollecitudini extravaganti

costumi per non saper amare

l’ovvia miseria umana

la comprensione che

  dall’imperfezione verra’ la purezza

0J6A0699

Vespri

11921855_903007813112164_4407240620570064823_n

Inutile cercare musiche
raffinate
ricercare atmosfere adatte
 l’Amore non ha trucchi
né artificiose sospensioni
oniriche
archetipi a cui aderire
parole difficili
 inessenziali sguardi
memorie terrestri
su cui specchiarsi intrattenersi
e rivoltarsi ad un pubblico
idiota
ma accondiscendente
Scarnifica il desiderio
lascia ogni speranza
riconoscimento
alcunche’ di previsto
Rischia la vita
in quest’opera
non sfidare
stupidamente l’Onda
per una perla
un sogno
un’occhio vitreo
un’inaspettata fortuna
Una madre
non puo’ vivere
senza un figlio
un figlio
restare per sempre
io non so cogliere
la profondita’ di questa Vita
come vorrei
nella liberta’
e nel gioco dell’Onda
trepidante e sorpreso
ma certo
d’esser sorretto
dalle Tue mani
O Madre
di questo
e tutti gli universi
tocca il cuore
di sangue e ossa
riporta
ad una ben più alta misericordia
di cui sento il canto
nell’oscura notte di quest’anima
giovane
e non ho parole mie ora
miscugli di memorie
traccie d’estranee sostanze
creano contradditorie immagini
sovrapposte nel sistema
di muco aria bile
disperata visione sanguigna
non sai chi sei
a cosa aspiri
ne perché
troppi volti e corpi
nomi e mani spezzate
nel famigliare pozzo oscuro
Ma non importa
ho deciso di scriverti lo stesso
Anima della mia anima
Signore della Vita
volto del mio Amore
per come lo incontro ora
nella brezza del primo mattino
nelle risate e serie considerazioni
amici e fraterni compagni
l’antica pace creativa
l’eterno presente Amore
la preziosa musica
che sostenne la nostra sconfitta
tra le Onde
risollevandoci ora
nello scontro
di correnti contrastanti
canti e discanti
ben vengano le ferite
l’oscena mia figura
la pochezza umana
se ora posso ritrovare
quel sentimento
legger le tue poesie
nelle lacrime di gioia
e pentimento
mio dolce maestro
mi ricordi
Sri Krishna disse
 ” In questo sforzo
non c’e’ perdita o diminuzione
e un piccolo passo su
questa via
ci preserva
dalla paura piu’ temibile”
Lasciare questo gioco di onde
nella dimenticanza
del Tuo volto 

I fiori di mare non muoiono mai

ee4ce94215c06e126cc6ce3bb69cb13b

 

Quando la Verita’

tocca il cuore

ti chiedi

dove sei stato 

tutto questo tempo

non lo avevi notato prima?

La spirale dei ricordi 

triste canzone 

da cantare ora?

Restare di fronte

l’inconoscibile 

tremando impaziente

al gioco delle Sue labbra

silente

unito alla nascosta

controparte di te

sconosciuta compassione

osserva l’Onda

semplicemente disponibile

creativo movimento

d’Amore

come aspettando

contando le Onde

i Respiri

come preghiere

Ascolta l’essenza della forma

gli uomini di mare

non parlano troppo

lasciano che il Vento

suggerisca loro

la Sua canzone

i fiori di mare 

non muoiono mai

Contempla

l’imprevedibile Forza

oltre ragionevoli dubbi

l’Amore senza causa

oltre questo mare

oltre tutto

in questo incontro di venti contrastanti

apri le tue ali

e’ cosi facile 

fidarsi del Vento

lascia cadere le tue piume

maschere 

nel teatro delle ombre

l’ossa nere sgretolarsi

la tua Vita schiudersi

petalo dopo petalo

a rompere il silenzio dell’acqua

lasciando solo

cio’ che e’

803f927b17e4785399bb263e83cf7d55

 

 

 

 

 

Santa Teresa Benedetta della Croce

Quando il Signore 

vuole incontrarti

ti guida segretamente

svelandoti 

le mistiche coincidenze

voci dal cielo

raggi di fuoco

tremori di terra

venti poderosi

estatiche visioni…

a me oggi

nel profumo di segni

silenziosi

mi ha portato per mano

senza clamorosi annunci

svelandomi la trama

passo passo

in svolte 

come in libero scrivere

tra i viali 

gli alberi del parco

ecco una torre

un santuario

ad ogni porta una spiegazione

e se ne apre un’altra

rivelandoIMG_0035 ogni mossa

l’incontro con la Santa

Teresa Benedetta della Croce

che attendeva chiamando

alla Sua reliquia 

l’altare del Suo sacrificio

il ricordo della nostra 

antica connessione dimenticata

l’infusione ad amare 

senza volere senza sapere 

piango di gioia e dolore

desiderio di comunione

con quest’anima affine

sono qui con te

ascolto

 

 

 

 

 

Lilla

 Qualche giorno prima della grande dissoluizione cosmica annunciata dalla TV di stato Keshava se ne stava seduto ai piedi del faro tra le nere e taglienti roccie vulcaniche dai rilucenti cristalli bianco-rosa.Intiepidito dai primi raggi di sole,bevendo il suo te’ verde, senza fretta ne’ riposo respirava la fragranza d’ogni onda sincronizzandola al suo stesso respiro come fosse una poetica preghiera.
Non lo stavano certo preoccupando le inutili informazioni sparate dalla ben calcolata propaganda del regime. Da quando si era trasferito in questa isola, che aveva aquistato per se’, aveva per prima cosa tagliato ogni possibilita’ di influenza dalle informazioni socialmente rispettate.
Riceveva indicazioni, suggerimenti e direzione direttamente dalla Natura…o preferiva restare nell’ignoranza che, se non altro, era sua e reale.
In ogni caso aveva ormai compreso a fondo che nesuno possedeva la necessaria profondita’ e visione d’insieme per una comprensione totale . Solo parziali e frammentarie superficiali speculazioni, chiacchere da mercato con la nascosta intenzione di guidare a determinate conclusioni funzionali al dominio di massa.
Cio’ che lo angosciava e rattristava disperandolo un poco, non era dunque il destino di questo o quel cosmo, ne’ degli esseri che lo abitavano sfruttandolo…cicli naturali o destini abilmente ricercati…
Era venuto a vivere su questo pianeta stanco della collaborazione col governo della Terra che sfruttava il risulato delle sue ricerche a fini militari e peggio…da allora aveva perso il contatto con Neelam Sameera. Nel cuore sapeva che ancora viaggiava, e stava bene, ma in qualche modo aveva perso la sincronicita’ spirituale con lei. Poteva essere la diversa densita’ atmosferica del pianeta e la sua considerevooe distanza dalla Terra, anche se Keshava ben sapeva che nessuna condizione materiale esterna poteva ostacolare l’affinita’ spirituale e quella era l’unica energia che li univa nessun sogno romantico o altro… L’unica causa di blocco e rilevante rallentamento poteva essere la cristallizzazione della sua mente o quella di Neelam in qualche luogo del passato  o ambiziosamente proiettata in qualche ipotetico futuro, persi cosi in sogni e vaghe speranze.
Da tempo andava investigando su quale di queste ragioni poteva esser la vera causa della sconnessione con Neelam. Certamente lui non aveva piu’ nessuna ambizione di arrivare da qualche parte con le sue ricerche, ne’ di esser riconosciuto dalla societa’, sebbene in passato avesse avuto grandi onori e immensi guadagni economici da esse. Si era ritirato in questa isola per dedicarsi esclusivamente alla creazione di strumenti musicali ispirati nella meditazione creativa. I suoi esperimenti miravano a trovare una comunicazione con gli esseri vegetali e animali e possibilmente quelli piu’ sottili non visibili agli occhi umani. Essi erano gli unici con i quali intendeva mantenere una qualche relazione dopo anni di delusioni socialmente accettate.
Il futuro dunque non lo preoccupava ne’ interessava; ma non poteva certo dire di non esser legato al passato. Andava cercando la ripetizione di momenti vissuti nel pensiero creativo, musica e colori nati da una spontanea armonica unione d’intenti fra lui Neelam e gli altri del gruppo. Di certo gli mancavano le intime realizzazioni di vita assaporate durante le lunghe coversazioni con Neelam spesso fuori del tempo…
Ma queste, vedeva non si potevano ripetere che nella sua mente morbosamente attacata a quei momenti, quegli anni… e perche’ ora non poteva viverli con nuova energia nel presente?
Onda dopo onda il sole si alzava inondando il magro corpo mezzo svestito di Keshava. La sostanza di quell’oceano era diversa da quella del mare terrestre. Di colore rossastro aveva il sapore di quel forte liquore ai frutti di bosco distillati che andava in giro a bere nelle osterie di montagna con Neelam. La fragranza sprigionata dall’infrangersi delle onde inebriava un poco, nonstante la differenza osservare le onde sbatter contro gli scogli neri, gli rammentava il suo mare. Una fragorosa malinconia lo copri’ infragendosi sulla costa frantumandosi in vaporose ripetitive bollicine di ricordi. Osservo’ d’un fiato lo srotolarsi del film delle sua vita apparire come ologramma sugli evanescenti spruzzi irrorati dalla luce solare.
Vide che dell’Amore non ne aveva che cavalcato l’onda superficialmente, vivendone solo l’ebrezza esterna… respirandone l’inebriante profumo senza berne il vero succo essenziale.
A voce alta disse: ” Come e’ possibile sapere in teoria di esser immersi nella sostanza dell’Amore, l’energia vitale che ci sostiene, senza aver mai veramente amato? Proprio come esser immersi nel profondo dell’oceano e cercare l’acqua perche’ incosienti del suo tocco… far surf sulla cresta senza mai toccare l’acqua…. Cosa tu senti veramente; rispose Lilla che lui credeva assopita e che invece stava seduta meditando dietro di lui perfettamente cosciente di cosa lui stesse passando.
  ” Dolore e paura. Rispose Keshava.
  Vorresti sentire Amore ma e’ dolore che senti, questo si che lo senti ed e’ reale per te ora. Guardalo fino in fondo senza fughe, nessuna medicina , musica , droga o filosofia o immaginazione lo potra’ dissolvere. Osservalo con attenzione senza giustificarlo o condannarlo, come fosse un meraviglioso gioiello. Scruta ogni sua sfumatura di luce e intricata struttura. Dietro di esso c’e’ l’Amore che cerchi di gustare. Il dolore e’ l’Amore che non senti! Lilla parlo’ come se fosse la cosa piu ovvia e naturale possibile, il respiro di Keshava si fermo’ per un’istante e senti’ che era vero. Non lo comprese con il suo condizionato intelletto filosofico scientifico, ma lo senti intuendolo con il cuore, comprendendo che Lilla aveva toccato il punto essenziale. Il suo cuore si mise a battere piu’ veloce il respiro lo segui ma senza frenetica squilibrante agitazione. Una straziante onda lo porto’ a rivedere una serie di situazioni passate essenzialmente legate a cio’ che Lilla gli voleva ora indicare….:
             ” Perche’ e’ difficile guardare quando bisogna vedere
                   Non sono gia’ tutte descritte le Grandi Destinazioni
               Con altri pesi nel cuore, ritorneremo sul fondo a vedere….
            Grandi viaggiatori,…questi Grandi viaggiatori…
                  …dovrestre venire a sentirli suonare il loro pezzo migliore….
 
Questa canzone ai tempi del Latin Free Jazz…tra in desertici villaggi nord africani, fino alle isole dell’Atlantico….
Si ricordo’ di una drammatica conversazione tra lui Neelam e Tarun Krishna, nel suo studio botanico. Tarun K. in preda ad una delle sue pericolose crisi di panico… tra bestemmie e furiosa difesa del suo dio personale…mentre disse che cio’ che sentiva da anni ormai era solo un’immenso intollerabile devastante dolore. Anche allora Neelam gli disse: Vedi…di reale hai questo dolore…l’unico dio che puoi sperimentare ora. Il resto sono solo immaginazioni coltivate dalle tue letture e desiderio di esser gia’ con Dio e migliore di come sei, ma se prima non affronti questo dolore, fuggirai in questa e quella immaginazione per quanto possano esser nobili pur sempre immaginazioni…”
Anche allora Keshava non capi cosa Neelam volesse dire, ma il suo cuore rimase toccato dalla forza di quelle inaspettate parole.
Si ricordo’ della prima volta che incontro’ Neelam durante uno scontro con la polizia. Come si riconobbero tra la folla, ben presto separandosene creando un loro intimo gruppo ben oltre cosciente di piccole o grandi rivoluzioni di masse condizionate all’eterna ripetizione dei medesimi schemi.
 La loro attrazione non aveva nulla di erotico-sentimentale, era pura e semplice affinita’ spirituale nel pensiero creativo.
Si ricordo’ di questo e altro senza mai divagare dal punto essenziale. Tutti i suoi sforzi di trovare la Verita’ e l’Amore attraverso la ricerca scientifica con le piante, la speculazione filosofica, la meditazione attraverso la musica e altre austere pratiche, l’assunzione scientificamente calcolata di droghe vegetali e talvolta chimiche, lo scontro con l’irreale oppressiva societa’ nella speranza di una rivoluzione sociale… Fino che riusciva a disciplinarsi e mantenersi attivo in queste pratiche poteva sentire la sensazione, l’ebrezza, dell’Amore, per poi restare inesorabilmente solo con il suo inellutabile insopprimibile dolore e conseguente paura… il resto svaniva come questi spruzzi d’onda rinfrescanti ma momentanei.
Nelle sue elaborate speculazioni filosofiche aveva pur compreso, almeno intelletualmente , che la Verita’ e’ cio’ che resta dopo tutto il ridondante chiacchericcio su di essa.
E’ questo ora che Lilla gli stava facendo vedere?
Non gli stava dicendo di abbandonarsi disperatamente al dolore, ne’ che la Vita fosse essenzialmente solo dolore alla fine. Voleva che Keshava andasse a fondo di essa senza paura ne’ falso coraggio, senza fuggire , coprendola con ideali, musica e altri stratagemmi dell’ego.
   Il dolore e’  la separazione dalla Verita’. Dissolvere l’ego puo’ esser doloroso ma alla fine restera’ L’Amore.
 Si rivolse verso Lilla che lo guardava sorridendo di un sorriso estremamente serio. La guardo’ come per la prima volta. Teneramente e immensamente felice di averla avuta come unica intima compagna di vita nel suo discanto di vecchiaia. In questi anni di volontario esilio sull’isola in uno dei piu’ estremi e pacifici pianeti del siatema, era lei che lo aveva sostenuto nelle sue violente e ripetitive crisi di nervi…depressioni e simili…Lei gli aveva dato tutto se stessa e lui difficilmente e con fatica, nel suo orgoglio intellettuale le aveva mostrato gratitudine……
 
867112c4-5003-46ee-9ccc-24904c8f1908